mar
27
dic
2011
"TROLL"
Finito il periodo natalizio si ritorna a fare le solite recensioni e i soliti articoli.
Dopo la recensione di un film finlandese (http://internautadigitale.jimdo.com/2011/12/22/trasporto-eccezionale-un-racconto-di-natale/), si ritorna fra le lande scandinave e nello specifico in Norvegia, grazie a "Troll Hunter".
"Troll Hunter" è un film di André Øvredal, girato con la tecnica del finto documentario o altresì conosciuta come mockumentary.
Forse come già sapete, io questo genere di film non riesco proprio a sopportarli (ne ho parlato qui:
http://internautadigitale.jimdo.com/2011/11/16/mockumentary/) tranne che per il pregevole "Discrict 9" (recensito qui:http://internautadigitale.jimdo.com/2011/10/19/district-9/), nonostante questo, dopo la visione dell'intrigante trailer non sono riuscito a resistere e sono dovuto andare a recuperarlo e visionarlo.
Ebbene quali sono le mie considerazioni finali ?
Siamo ben distanti da "Discrict 9", ma non è nemmeno brutto come "Paranormal Activty 2" (http://internautadigitale.jimdo.com/2011/12/07/paranormal-activity-2/), il film in sé è godibile e si lascia guardare, ma alla fine della visione la sensazione dominante è stata quella di un'occasione mancata.
Il film poteva essere strutturato in modi sicuramente migliori, perché dico questo ?
Ora io non sono un esperto di cinema norvegese, ma ho visto due film: "Dead Snow" e "Troll Hunter" e ho notato lo stesso identico errore.
L'errore è cercare di copiare/adottare una regia molto americana, con largo uso di moltissimi cliché (eccone alcuni: http://internautadigitale.jimdo.com/2011/12/06/i-clich%C3%A8-dei-film-horror/), dato che io ho visto molti film americani sopratutto di genere horror, posso riconoscere gran parte di questi cliché e sinceramente sono anche un po’ stufo di vederli, dato che per la maggior parte riguardano film vecchi, quindi vedere cliché/errori di 10 anni fa in un film del 2010 non è sicuramente una delle cose migliori.
"Troll Hunter" pur essendo del 2010 dimostra situazioni e personaggi stereotipati tipici del cinema horror americano (stesso discorso vale per "Dead Snow"), avrei di gran lunga preferito una regia autoctona.
A parte l'aria fritta che si respira per tutto il film, per via di situazioni prevedibili e personaggi banali, oltre che vicende assurde al limite della realtà, il tutto unito con lo stile del finto documentario, la pellicola in sé poteva essere decisamente strutturata meglio.
"Troll Hunter" inizia con una scritta che più o meno recita cos': "E' stato inviato in forma anonima alla redazione di una emittente norvegese due hard disk contenenti moltissimo materiale girato, dopo delle analisi gli esperti sono giunti alla conclusione che il contenuto era da ritenersi vero", ebbene grazie a questa frase il regista praticamente ci ha spoilerato già il finale, poiché possiamo capire che qualcuno dei protagonisti sopravvive per inviare il materiale.
Secondo me esistono due metodi per girare un mockumentary:
Ebbene il regista di "Troll Hunter" a mio avviso compie un errore, cioè quello di voler fare uno stile intermedio fra i due già descritti, la cosa secondo il mio punto di vista non ha senso, poiché è come se un film iniziasse con la dicitura "Tratto da una storia vera" e poi finisse con "Ogni riferimento a fatti e personaggi realmente esistenti è puramente casuale".
Passiamo alla trama, di cosa parla questa pellicola norvegese ?
In Norvegia un gruppo di studenti sta girando un documentario sui cacciatori di orsi, durante varie interviste vengono a conoscenza che fra i boschi scandinavi si aggira un bracconiere che uccide gli orsi in maniera illegale e scoprono che si chiama Hans.
Dopo varie ricerche, intercettano Hans e lo seguono per po’ per poterlo intervistare, però tutti i tentativi per strappargli una dichiarazione vanno in cenere per via del carattere burbero del cacciatore.
I giovani universitari non demordono e continuano a seguirlo finché non arrivano ad una strada sterrata che conduce ai boschi.
Dopo aver abbandonato la macchina, i nostri reporter armati di telecamera, microfoni e tutto il necessario si addentrano di notte nell'oscura foresta norvegese sulle tracce di Hans.
Ben presto verranno però terrorizzati da inquietanti richiami ed urla disumane, ad un certo punto dalla folta boscaglia esce Hans che correndo si avvicina a loro ed urla:
I giovani spaventati corrono per salvarsi, però uno di loro viene attaccato e ferito ad una spalla, ma nonostante questo riesce a fuggire.
Hans e i giovani si rincontrano vicino alla macchina del cacciatore e qui lui cura il ragazzo e invita gli altri a salire in macchina.
Dopo essersi allontanati con la vettura, gli studenti prendono coraggio e chiedono ad Hans riguardo a quello che aveva urlato nella foresta.
Il cacciatore in un primo momento si dimostra freddo e distaccato e non risponde alle domande, poi cambia idea e stringe una sorta di accordo con i giovani, gli dimostrerà l'esistenza dei troll e si farà intervistare e seguire da loro durante la sua attività di cacciatore a patto che loro non disobbediscano ai suoi ordini.
Comincia così la caccia ai troll, leggendarie creature della mitologia norvegese, che stanno uscendo dai loro territori attaccando più spesso le popolazioni umane residenti nelle vicinanze.
Ebbene come già detto prima, il film risulta essere godibile, lo stile alla "Blair Witch Project" è fin troppo evidente e dovremmo sorbirci sequenze di corse nella foresta con traballanti inquadrature, oppure zoom e primissimi piani o anche inquadrature sbilenche e sgranate.
A differenza però dei normali mockumetary, in questo film la minaccia (cioè i troll) si vedono spesso e sopratutto si vedono bene, grazie ad un uso magistrale degli effetti speciali.
Il problema è il resto e cioè la storia e i personaggi.
Hans da cacciatore burbero e antisociale diventa una sorta di guida per gli studenti senza alcun motivo, uno dei giovani viene morso e non pensa minimamente di andare all'ospedale o di farsi visitare dal medico, troppe riprese dell'ambiente norvegese come intermezzo durante gli spostamenti, oltre che a reazione umane senza senso e una scena che poteva fare paura gettata alle ortiche.
Insomma di difetti questo film ne è pieno, però l'idea di per sé era interessante e bastava poco per renderla bene.
Vi saluto e vi raccomando di stare attenti, un tizio potrebbe uscire dalla foresta e gridare TROLL da un momento all'altro.
TROLL !
TROLLEY!
Oh my God, a Troll with a trolley.
TROLL !
TROLLEY !
TROLL TROLLEY !