gio
12
gen
2012
"Se mi tagli la testa cosa dirai? Me e la mia testa o me e il mio corpo.Che diritto ha la mia testa di chiamarsi me!"
Bentornati in questo spazio digitale, anche oggi abbiamo la recensione di un film, in questo caso "L'inquilino del terzo piano".
Lungi da me avventurarmi nella travagliata vita di Roman Polanski, regista di quest’opera, accusato di violenza sessuale nei confronti di una minorenne e con numerosi tragici avvenimenti alle sue spalle come la morte della moglie Sharon Tate, brutalmente uccisa da una setta satanica, ma piuttosto mi concentrerò nella recensione della pellicola.
"L'inquilino del terzo piano" è un thriller psicologico dalle forti sfumature horror, in una escalation di tensione veniamo sempre più avvinghiati alla vicenda del povero Trelkovski, un modesto impiegato polacco che da poco si è trasferito nel piccolo appartamento.
La trama del film di Polanski, ci mostra la storia di Trelkovski che sta cercando un appartamento a Parigi, dopo varie ricerche ne trova uno perfetto per i suoi pochi soldi.
L'appartamento al terzo piano, apparteneva ad una giovane donna che si chiamava Simone Choule, la ragazza aveva tentato il suicidio gettandosi dalla finestra dell'appartamento.
Trelkovski va a trovare Simone, all'ospedale in cui lei si trova ormai prossima alla morte, completamente fasciata se non per gli occhi, incapace di parlare la ragazza si agita in maniera isterica alla vista del protagonista.
Dopo la sua morte, Trelkovski entra in possesso dell'appartamento e comincia così una spirale discendente verso la paranoia.
Come per il precedente film "Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York", anche in "L'inquilino del terzo piano" la vicenda parte con toni molto vaghi per poi acquistare sempre più tensione in una costante scalata verso il terrore.
Un terrore però sottile, psicologico che non tocca il corpo ma bensì la mente.
Trelkovski subisce le giornaliere angherie e ripicche dei suoi vicini, per la maggior parte anziani dall'aspetto sospetto ed a volte inquietante.
Inquietante come i ritrovamenti degli effetti personali di Simone nell'appartamento, oppure il bagno in cui sono stati incisi dei geroglifici egizi.
Anche se il terrore non si vede, è comunque una presenza sotterranea, oscura nella sua invisibilità, grazie ad un'atmosfera sempre più cupa, in una Parigi anonima ed in un appartamento al terzo piano in cui Trelkovski passa sempre più spesso le giornate come un prigioniero.
Una vicenda degna dello scrittore praghese Franz Kafka e che riesce a tenere incollato allo schermo lo spettatore fino alla fine.
Un applauso a Roman Polansky, per la sua maestria nella regia, oltre che per la sua prova di recitazione nei panni del protagonista Trelkovski.
Che altro dire, se non di recuperare la pellicola ?
Un saluto a tutti e ci vediamo presto.
Questo sì ke mi ispira proprio...dove l'hai visto?;D
Ce lo ho di DVD, prossimamente te lo passerò.
Bello bello se vuoi e se sei libero sab pom potremmo guardarlo da me...però se l'hai appena visto ke dici per un altro film ahhhhhh argentiano? Suspiria mi era proprio piaciuto;)
Guarderemo sia questo film e sia un film di Dario Argento, oppure un film trash :-)
Ahahah no te prego piuttosto guard il nuovo film di fantascienza che ho comprato con Johnny Depp...ti dico già ke su my movies il giudizio è basso...
Film di fantascienza con Johnny Depp ?
E' per caso "La moglie dell'astronauta" ?
Comunque non mi fiderei molto dei voti di Mymovies.
Esatto indovinato l'hai già visto?;P
No, non ho mai avuto il piacere di vederlo, se ci sarà l'occasione lo guarderò.
Ora ke ho avuto modo di vederlo posso dire ke 'L'inquilino del terzo piano' mi è piaciuto nonostante la prima parte ke ho trovato un po' noiosa, lenta ad arrivare al dunque(fatta eccezione per il povero Roman visto ke è cmq divertente ved ke gliene capitano di tutti i colori e quanto lui sia profondamente coinvolto da tutto ciò ke gli sta attorno:)la seconda parte che x me virtualmente inizia quando i 'buoni vicini' passano ai fatti costringendolo a rifugiarsi in casa di 'un'amica' è un'escalation paranoica(?) in cui la tensione la fa da padrona. Roman e le sue sette vite è ancora meglio di un gatto;P Un thriller psicologico piuttosto godibile;D
Ahhhh conciso e diretto come sempre.
Essendo un thriller, "L'inquilino del terzo piano" carbura lentamente, come per altro succedeva in "Rosemary Baby", sempre diretto da Polanski, ma pian piano la tensione aumenta e raggiunge vette
molto alte secondo me.
In un certo senso la prima parte è una sorta di prologo in cui ci viene presentato il protagonista e l'ambientazione.
Se partisse subito a spron battuto, non sarebbe un thriller, ma bensì un film d'azione.
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